Una mostra sulla produzione artigianale e di design di donne di alcune nazioni europee – Italia, Estonia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna… che intervengono ad Expo 2015. A confronto le origini del design nei singoli paesi e le progettiste storiche e contemporanee.


P1120913Caratteristica peculiare delle grandi esposizioni internazionali e universali che si sono succedute dalla metà del XIX secolo è costituita dall’occasione di incontro tra diversi Paesi. In un’epoca in cui i mezzi di comunicazione erano ancora limitati, le Expo rappresentavano un momento in cui ciascuna nazione esponeva il meglio delle proprie produzioni, cercando in ogni modo di stupire le altre con innovazioni e meraviglie. Le Expo hanno quindi rappresentato un’occasione di incontro, come si diceva, ma anche di confronto, un palcoscenico dove presentare tecnologie innovative, macchinari d’avanguardia, manufatti di pregio all’insegna di un progresso che si faceva sempre più diffuso.

Expo 2015 intende affrontare un tema – Nutrire il pianeta Energia per la vita – di grande rilevanza soprattutto per il futuro dell’umanità, il cui consumo sconsiderato e sempre più rapido di risorse mette a repentaglio la sopravvivenza stessa della nostra specie.

Se il cibo è certamente l’elemento su cui è focalizzata l’attenzione, il tema ha senz’altro un’accezione più ampia e può fare riferimento a tutte quelle forze vitali che nutrono il pianeta, a tutte quelle energie che ne costituiscono la linfa.

P1120965Non solo: una lettura in questa chiave fa riferimento al concetto di sviluppo sostenibile, inteso non solo come un’idea, ma come uno stile di vita e un modo di produrre.

Il Rapporto Bundtland del 1987, infatti, aveva affermato che:

lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri” e in vista dell’Expo pare particolarmente importante porre l’accento anche su mirate modalità produttive che operino all’insegna della tutela delle generazioni future.

Tecnologie rispettose dell’ambiente, utilizzo di materiali naturali ed ecosostenibili, recupero e riciclo sono tutti elementi nei confronti dei quali il mondo del design si è interrogato negli ultimi decenni, dimostrando particolare sensibilità.

Ecco allora che Expo è davvero l’occasione per incontri e confronti a più livelli, visti in una prospettiva di sviluppo, ma di uno sviluppo che tenga sempre ben presente da un lato il rispetto – di risorse, suolo, persone… – dall’altro l’armonia, una crescita, cioè, che favorisca tutte le realtà del pianeta e non solo alcune, che dia voce a tutte le energie che su di esso operano.

In quest’ottica acquista significato legare Expo 2015 a una riflessione al femminile, ma a un aspetto in particolare, quello connesso alla creatività: un’occasione per far emergere l’originale creatività delle donne, la loro capacità di affrontare nuove sfide; dare voce a quella metà del mondo che sempre più si sta affermando per la sua capacità progettuale, imprenditoriale, produttiva.

Tenendo conto inoltre dello slogan “Women in Expo”, si sottolineerà anche come sia cambiato il ruolo delle artigiane/artiste/designer nei diversi paesi europei messi a confronto: dagli esordi quando era per loro possibile cimentarsi solo in particolari tipologie a oggi quando si dP1120909edicano a qualsiasi tipo di progettazione, nei settori più diversi.

Emergerà anche, come, dal punto di vista antropologico, sono cambiate queste figure: inizialmente, e fino alla seconda metà del secolo scorso, appartenenti tutte a famiglie borghesi poi invece provenienti da qualsiasi ceto sociale

Interessante infine analizzare le loro “modalità di presentazione” allora e oggi: nei loro strumenti di comunicazione (monografie… siti e blog) un tempo tacevano la propria posizione familiare – tutte “apparentemente” single, senza famiglia e soprattutto figli, per evitare l’ostracismo di possibili “assenze” dovute ad esempio alla maternità – mentre oggi la sottolineano, facendo precedere nei curricula il loro essere spose e soprattutto madri, l’impegno familiare coniugato con il percorso di formazione e professionale.

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